La definizione della strategia di archiviazione dati per le PMI rappresenta una decisione critica indipendentemente dalla sua dimensione. Questa scelta assume un rilievo particolare, poiché le risorse disponibili sono limitate e l’errore può tradursi in costi significativi o, peggio, in perdita di dati.
L’obiettivo di questa guida è fornire un quadro analitico che consenta di valutare consapevolmente le due alternative principali: l’archiviazione locale tramite NAS e l’archiviazione su Cloud.
Il NAS: architettura e ambito di applicazione
Un Network Attached Storage (NAS) è un’apparecchiatura installata in sede dedicata alla memorizzazione e alla condivisione di dati. Si configura come un nodo di rete a sé stante, accessibile da tutti i client (PC, workstation) della rete locale. La sua unica funzione è quella di archiviazione, non è in grado di far girare applicazioni e software come invece fa un server.
Caratteristiche distintive:
- Sicurezza e affidabilità: le informazioni risiedono fisicamente presso la sede aziendale, circostanza che può rivelarsi rilevante per settori con stringenti requisiti di riservatezza o che devono rispettare normative più stringenti su privacy e trattamento dei dati.
- Costo totale di proprietà prevedibile: l’investimento iniziale (hardware + dischi) varia a seconda dell’esigenza di velocità di upload, sicurezza e capacità di memoria, i prezzi si aggirano intorno a un minimo di 300 euro (modelli base per piccole aziende) fino ai 2000-3000 euro per i modelli più avanzati.
- Autonomia operativa: le performance sono indipendenti dalla connettività internet esterna, limitatamente all’utilizzo in sede.
La sicurezza dei dati aziendali è un tema che affrontiamo in dettaglio in questo articolo: https://congegni.net/i-3-rischi-per-la-sicurezza-aziendale-che-minacciano-la-tua-attivita/
Per altre info sulle normative vigenti in Italia sul tema della sicurezza e privacy visita:
Normativa italiana sulla cybersecurity
Testo sul GDPR come pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea
Limiti strutturali:
- Responsabilità di manutenzione: gli aggiornamenti firmware, la sostituzione dei dischi guasti e le policy di sicurezza sono interamente a carico dell’azienda o del proprio referente tecnico.
- Esposizione a rischi fisici: eventi come incendi, allagamenti o intrusioni fisiche compromettono l’integrità del dato se non sono previste copie esterne.
- Accesso remoto condizionato: le prestazioni da remoto sono limitate dalla velocità di upload della linea aziendale.
Il Cloud: cosa considerare
I servizi di Cloud Storage (quali Microsoft OneDrive, Google Drive, Dropbox Business o soluzioni S3-compatibili) affidano la gestione dell’infrastruttura a provider terzi.
Punti di forza:
- Manutenzione delegata: aggiornamenti, sicurezza fisica e ridondanza sono gestiti dal fornitore.
- Accessibilità universale: i dati sono raggiungibili da qualsiasi dispositivo e connessione.
- Scalabilità: è possibile aumentare o ridurre lo spazio disponibile in funzione delle esigenze contingenti.
Criticità:
- Costo ricorrente: il modello a canone mensile, moltiplicato per il numero di utenti e per gli anni di utilizzo, supera quasi invariabilmente il costo di un NAS.
- Rischi su dati e privacy: le politiche di accesso, i termini di servizio e la localizzazione geografica dei datacenter non sono sotto il controllo della tua azienda, bisogna anche considerare il rischio di eventuali attacchi informatici e fughe di dati.
Tabella comparativa dei costi su 3 anni (Scenario 2 TB, 5 utenti)
Un approccio strategico: l’architettura ibrida di archiviazione dati per PMI
La scelta più robusta e resiliente nell’archiviazione dati per PMI è quella che integra entrambi i modelli.
Schema operativo raccomandato:
- NAS primario: utilizzato come repository quotidiano per i file di lavoro, garantendo la massima velocità di accesso in sede e il controllo amministrativo.
- Backup automatico verso Cloud: configurazione di una procedura di sincronizzazione o backup notturno (incrementale) verso un servizio Cloud certificato. Questo livello garantisce il recupero dei dati in caso di eventi catastrofici nella sede fisica.
- Politiche di accesso remoto: per l’accesso da remoto al NAS, si consiglia l’implementazione di una VPN aziendale con autenticazione a due fattori, riducendo la superficie di attacco.
Criteri per scegliere la soluzione adatta alla tua azienda
La scelta tra le diverse opzioni dovrebbe essere guidata da un’analisi dei seguenti fattori:
- Tipologia di file: dati strutturati (database) e file di grandi dimensioni (progetti CAD, video editing) trovano nel NAS un ambiente più performante.
- Numero e distribuzione degli utenti: aziende con forza lavoro prevalentemente remota potrebbero beneficiare di una maggiore quota di servizi Cloud.
- Budget di lungo periodo: valutare il triennio, non il primo anno. Il costo cumulativo del Cloud deve essere confrontato con il costo di acquisto e manutenzione del NAS.
- Compliance e normativa: la presenza di dati sensibili (GDPR, segreti commerciali) può orientare verso la soluzione che garantisce il maggior controllo sulla localizzazione e sulla gestione dei dati.
Conclusioni
Non esiste una risposta univoca al quesito “NAS o Cloud”, esiste, piuttosto, un percorso di analisi che considera le specificità operative, economiche e normative di ciascuna azienda.
Sezione FAQ
1. Cos’è un NAS e a cosa serve in azienda?
Il NAS (Network Attached Storage) è un dispositivo di archiviazione collegato alla rete aziendale che consente la condivisione centralizzata di file tra più utenti. È ideale per PMI che necessitano di elevata velocità di accesso in sede e pieno controllo sui propri dati.
2. Qual è la differenza tra NAS e Cloud?
Il NAS è un’infrastruttura fisica installata in azienda, con costi una tantum e manutenzione interna. Il Cloud è un servizio esterno a canone mensile, con manutenzione delegata al provider e accessibilità universale. La scelta dipende da esigenze di budget, sicurezza e mobilità.
3. Conviene usare NAS e Cloud insieme?
Sì. L’architettura ibrida, che prevede un NAS come repository primario e un backup automatico su Cloud, rappresenta la soluzione più equilibrata per garantire performance elevate in sede e continuità operativa in caso di sinistri locali.
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